Archivio mensile:Maggio 2012

PrimaVera

Detesto le persone potenti di carta, amo le persone influenti di spirito, poggio gli occhi su pietra scolpita dal cuore, come acqua fluisce nel mio interiore, non oso parlare di grandi cose, mi limito ai piccoli gesti, mi sento libero e anche in pericolo, non mi fido del corrotto, mi fido dell’uomo che ha scelto come moneta la parola, sono debole quanto basta, il ricordo mi da forza, mi eleva mi perdona e mi bastona, non cerco che salvezza attraverso la dolcezza, esprimo vento di cambiamento, sono solo e in compagnia non sono una spia, sento parlo guardo, ma prima ascolto. Ascolto uno spazio dove tutto è presente, mi immergo calmo la mia mente, entro in più stanze, scivolo nell’attimo, lascio le mie impronte sulla sabbia, le fotografo e le appendo senza rabbia. Non scrivo merce da decifrare cerco solo spiegare, cosa può sembrare, tutti corrono, si lamentano, accusano, tutto fanno, ma mai si guardano, intanati dentro murati cavalcano la propria ombra come stallieri servono limitati scudieri, sono tutti servi, basta pensare, sanno solo recitare un pane senza grano, un padre senza figli, una famiglia senza eredi. Parole salate fanno di un lago una goccia d’oceano, non mi illudo faccio solo scudo, rifletto le angherie di chi vuol perseverare nel danneggiare, di chi si vuol colorare senza mai ascoltare perché nel suo cuore il denaro deve restare, come una moneta può bastare per ricominciare, senza mai badare a chi di interessi e valutazione ci ha rimesso la reputazione, senza mai commettere una azione. Scrivo di un popolo che si è fidato, ed è stato ringraziato con un mondo truffato, chi la vita si è levato, chi grida ha lanciato, come me ha denunciato, non si è risparmiato ed ha lottato per come insegnato per salvare il barato. Non ha utilizzato armi, sono le prime a tirare contro, non ha usato schiaffi sono i primi a mollare rimpianti, ha solo nuotato dentro un mare ripagato da onde di sudore dimostrato per correggere il malandato.

 PrimaVera

AGRIGENTO NEEDS LOVE

DALLA SICILIA ALLA PUGLIA DALLA PUGLIA ALL’ITALIA DALL’ITALIA ALL’EUROPA DALL’EUROPA AL MONDO DAL MONDO ALLE STELLE AL SOLE E TUTTO IL CREATO FINO AD ARRIVARE A TUTTI I FUOCHI DELLE ANIME CHE PREGANO PER NOI. CHE IL 19 MAGGIO POSSA DIVENIRE MEMORIA, PER NON DIMENTICARE CHE LA GUERRA OGNI GIORNO TRASFORMA GIOIA IN DOLORE CHE NON DIMENTICA. PACE NEL MONDO

AGRIGENTO NEEDS LOVE

 

AGRIGENTO NEEDS LOVE

 

AGRIGENTO NEEDS LOVE

 

AGRIGENTO NEEDS LOVE

 

MESSINA NEEDS LOVE

 messina needs love

La Sicilia isola feconda, ma depredata nella storia da ondate di incursori e ad oggi bistrattata finanche dagli stessi siciliani, ha bisogno di amore e la richiesta della nostra terra appare evidente attraverso gli scatti fotografici di Claudio Arezzo di Trifiletti: i decori degli edifici, i fregi e le sculture di monumenti, chiese e fontane stratificatisi nei secoli si muovono coordinati in un anelito di amore.

MESSINA NEEDS LOVE

MESSINA NEEDS LOVE

MESSINA NEEDS LOVE

Il progetto “Sicily needs love” è un tour della Sicilia con soste nelle principali città per immortalare, in scatti fotografici, i particolari delle opere che spesso rimangono celati agli occhi ignari degli stessi siciliani intorpiditi dal grigiore dell’ignoranza o dalla pericolosa indifferenza e nutriti dalla frenesia della quotidiana mediocrità. 

Messina needs love

I video mostrano le città risvegliarsi nei gesti scherzosi dei puttini, nei visi mostruosi e negli sguardi stravolti dei decori barocchi, giocherellare con le sculture mitologiche delle fontane e amalgamarsi alle linee architettoniche a volte contorte altre essenziali delle chiese.

Messina needs love

Le immagini sono volte a creare un documentario artistico o a comporre in sequenze veloci un corto subliminale, ma tutte concluse da un ultimo frame di Madonne estatiche che infondono speranza a quei passanti che abbiano la fortuna di posare lo sguardo su di loro.

Messina needs love

 Marella Di Grande

connessione

Ascolto Schubert sonata D.959 four impromptus D.933 Rudolf Serkin, copertina una semplice margherita vista tra altre.

claudio arezzo di trifiletti

claudio arezzo di trifiletti

Sarà, ma ripercorro velocemente. Appello complicato, collezione sfatata, viaggio improvvisato, coraggio ritrovato, fuga dall’innato. Ritrovo natura, tra sbarre e confini, mi dileguo tra coccodrilli sfondo panna, follia e frenesia, chiamala anche energia. Cresco, cambio, ritorno, mordo la mela, la scelgo tra veleno e passione, continuo e incontro delusione, sempre solo mi ritrovo dopo l’alluvione, proseguo, trovo ricordo, tra una scivola e il mio regno mi confronto, sono pronto, fiori al cimitero, la morte è cambiamento, tutto cambia sia dentro che intorno, ma il sentimento, quello vero, come una corda ricorda. Mi clono, mi trasformo di continuo, e ogni giorno mi risveglio, mi assomiglio, sempre un pò più di me, ma non sono ancora pronto, farfalle, fiori e cicale, niente male, ma in collegio non ci torno. Non sono pazzo, non sono matto, sono curioso delle reazioni non tanto delle azioni. Mi piace soffrire, faccio palestra con sacrifici, non ho preferenze, mi tuffo, altre mi addormento, ma in genere corro, godo, esco, salgo, entro. Vengo premiato con risposte sempre più amare, sono medicina per la porta, non sono fuori, nemmeno dentro, provengo dal legno, sono serratura, sono chiave, sono azione. Sono fermo, eppure volo, volo con la fantasia, costruisco le ali del mio sogno. Colore contro epidemie, scrivo sulla sabbia, scrivo sulla mente, ho chiaro solo un cielo che tutto vede, lo respiro, lo ascolto, inciampo di continuo, porto con me il salto. Non capovolgo, vedo tutto capovolto e vivo dritto, cerco di incontrare la vita, cerco coincidere i sentimenti, ricordo l’inizio di ciò che verrà.

dieci

casa museo sotto l'etna

casa museo sotto l'etna

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste *.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.