Archivio della categoria: ACCIDENTAL ART

MANIFESTI

 

manifesto

“sempre pronti”

 sempre pronti “manifesto”

vino vendemmia 2011 claudio arezzo di trifiletti

Sempre pronti a proporre un prodotto superiore.

Sempre pronti ad essere irresistibili,

senza età, senza tempo, a scambiare un sorriso con una stretta di gioia.

Sempre pronti a rimpiazzare i nostri sentimenti con un nuovo comodino,

sempre pronti a bucare una montagna, asfaltare una strada.

Sempre pronti a dire: “E’ colpa sua”, senza capire che a casa non vivono colpe, ma rimedi.

Sempre pronti a dire: “Come stai???”

E sempre pronti a rispondere: “Bene”, mentre parte del mondo ha dimenticato la parola.

Sempre pronti a dire: “Belle queste scarpe!” senza capire che anche le scarpe vogliono camminare.

Sempre pronti a suonare, perchè non c’è tempo di guardare.

Sempre pronti a gioire per quello che ci piace fare.

Sempre pronti a lavorare, perchè é quello che ci piace fare.

MURALES CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

claudio arezzo di trifiletti murale casa rai visionary paintng

murale casa rai

Il primo contatto tra pennello e muro fu confidenziale, appena iniziarono a trasmettersi le proprie visioni, entrambi sentirono il bisogno di condividere colore, il pennello di continuo ascoltava e raccontava, il colore si mescolava, e come in una grande festa, senza tregua, il coro si intonava con la melodia della luce.

Una storia letta tra i raggi del sole, e gocce di oceano, un racconto che viaggia attraverso vapore, dall’alto verso il basso cade la pioggia, dal basso verso l’alto cresce l’albero, da destra verso sinistra da sinistra verso destra, al centro si ferma, e poi ricomincia, si immerge, respira, e continua, sfreccia affannato e felice, a seguire il suo sentiero, una mappa scritta dentro il cuore, una mappa letta nel ricordo, tradotta nel presente, vista nel futuro, nello spazio tra stelle e comete, dove il suono continua a vibrare, tra cielo e armonia.

STUDIO CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

Le Impronte dell’anima

Espressività e passione che si mescolano ai colori, respirando emozioni e sentimenti.
Profumo d’incenso, candele accese e un misticismo senza religioni, anzi tutte le spiritualità unite insieme. Dove angeli, buddha, divinità indiane e crocifissi si mescolano per consolare l’anima. Entusiasmo di vita e sofferenza, stupore e angoscia, turbinio di colori che frastornano e accecano. Casa d’artista, regno incontrastato di Claudio Arezzo di Trifiletti, giovane talento, uomo di cuore e d’anima, uno che parla di regola del sorriso, di collegamenti e relazioni umane. “Da quando ero piccolo ho sempre creduto nelle infinite capacità attribuibili a uomini che desiderano scoprire, che si lasciano trasportare dalla voglia di sapere e crescere”. Stanze dentro cui s’inventano scenari contemporanei per quadri che nascono dall’anima, a volte dal dolore, ma che insegnano a trasformarsi e crescere. Dove il tetto della camera da letto è coperto da potus, come un romantico cielo verde, dove le candele irradiano luce soffusa, oggetti accostati a evidenziare contrasti, macchina da scrivere e installazioni moderne, cassettoni ottocento e sedie di Starck, una valigia colorata dentro una teca. Simbologie dell’animo, del cuore, perché per Claudio, una casa senza amore non esiste. E’ un contenitore, di amici, di emozioni, di cene e riflessioni, come testimonianze della vita. “Per me – racconta l’artista – le stanze devono trasudare emozioni, la mia ha il sapore e la storia di generazioni, di chi ci ha vissuto prima di me. So che le camere piene di passato. Non esiste essere che non lasci le sue tracce e quest’ultime sono la testimonianza della sua venuta su questo mondo. Infinite sono le tradizioni, le filosofie, le religioni, i costumi, che tentano di dividere il pensiero degli esseri su questa terra”. Percorso visivo da costruire e vivere nel quotidiano, l’arte del giorno dopo giorno. Sperimentare e scoprire, riciclare e far rivivere, come un’unica materia sempre in movimento, come la vita che non si ferma mai. Usare le pareti di casa propria per la creatività, per cercare il proprio destino, le risposte alle domande, i perché dell’anima, attraverso figure dai colori accesi, o astratti movimenti di pennelli. Spazi contraddistinti dal colore, pareti gialle per l’ingresso, tramezzi arancioni in salotto, corridoio turchese, su ogni muro i suoi quadri. Visi e uomini senza capelli, quasi alieni colorati, occhi grandi, grovigli e corpi allungati.
Dipinti che sono espressione delle energie del padrone di casa, sono le sue parole. Scritte in ogni luogo, sulle tele, sulle installazioni, sui mobili riciclati, sulle sedie recuperate dalla spazzatura. Prossimo progetto teli bianchi su cui lasciare impronte, Imprints, ambientazione New York, “spazio universale” per orme di un orizzonte colorato e di speranza. 

                                                                                                                            Federica Musco

RIFLESSIONI CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

 

Barattoli con semplici ed accattivanti etichette vendono contenitori vuoti, pensieri preconfezionati si ritrovano a condividere albe e tramonti ad occhi spenti, titoli e parabordi si rifugiano in vetroresina opaca, semi ignorati cercano stelle colorate, geometria senza forma, immagini senza volto, invasione di giovani ricette per nutrimento di una società plastica. 

PACE CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

 

CATANIA 31,03,2011 Ore,01:18

La civiltà, una pillola per la notte, una per il giorno.
Un giorno se ne va’
mentre i fronzoli
piantano il solito nulla.
Ma quando la primavera
si sveglia
la speranza si alza.
La Speranza di un mondo
Umano che crede
alla vita del pianeta.
Una Candela per il Giappone,
e per tutti coloro
che stanno lottando
contro il buio, si accende.
E’ notte, mentre
auguro una Buonanotte
a mia nonna,
ho paura che questa pace
che mi permette di meditare
per coloro che pace
non hanno,
possa dimenticarsi di noi,
dimenticandoci di loro.
Come una ferita
non curata
può avvelenare
l’intero corpo.

“Tutto è collegato”

INSTALLAZIONI CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

Catania, 04,08,2011 h.18,20

Come se l’Etna, il mare, il cielo,
fossero la fonte, la patria dell’Arte
che mi rende viaggiatore del mio tempo.

“Credo che la Vera Opera non sia l’opera in se, ma quello che ne deriva dall’atto creativo “

Vado avanti, prendo caffè e non mi fermo, seguo la traccia del sentito, cammino e vedo, vedo e sento, dormo poco, sogno molto, basta un pizzico per tornare subito, ma sono sempre immerso nel mio mondo. A volte mi chiedono cosa faccia, io scolpisco, dipingo e scrivo, arredo e disegno, coloro la vita di coloro che mi circondano, penso e ripenso a tutti, come in giro, dentro il mio cuore non c’è persona che non incontro. Nei miei sogni, sono tutti pronti a porgermi la mano e aiutarmi, ognuno col proprio tempo. La vita è un gran miracolo, specie quando si vive sotto un riparo, e si pensa a tutti coloro che corrono per un ristoro sotto le stelle, purché solo quelle.

Rifletto di continuo, prego a bassa voce, a volte non mi accorgo di quello che prego, ma penso, e ripenso mentre chiudo la porta, a coloro che porta non hanno, a coloro che quando dormono, non chiudono gli occhi, perché non possono.
Ammassati viaggiano, sopra legni curvi comprano crociere incerte, alla riva attendono prima e dopo, con la speranza stretta ai pugni, pugni duri come la pietra, ma non come il cuore, perché il dolore li spezza, e il miracolo li sterza per la vita.
A tutti coloro che corrono per un nuovo giorno, a tutti coloro che non rinunciano al domani, dedico questo mia traversata.
Artista Clandestino, perché da clandestino viaggio attraverso un tempo tutto mio, perché basta uno sguardo per rendermi conto che non sono ricco e non sono povero, ma sono vivo e tutto questo è un gran tesoro.

DIPINTI CLAUDIO AREZZO DI TRIFILETTI

La più alta forma di coraggio, è il coraggio di creare.

Sei un artista, perché sei un creativo. La tua mente, il tuo creare, la tua anima sono pieni zeppi di mille e mille “cose” che vogliono uscire fuori, andare per il mondo, fare, dire. Spesso una certa confusione ti assale, ma tu continua, non ti ripetere. Nel tuo pensiero mille idee si affollano, tu cerca, pensa, fai, parla, dipingi, continua”. Letizia.

Questa è la lettera di una zia acquisita che mi ha visto crescere, giocare a pallone in cortile, mentre stendeva i panni. Letizia Busà, insieme a tutta la sua famiglia, sono parte integrante della mia famiglia. Ancora oggi, vivo nel condominio dove ho trascorso l’infanzia, provo grande onore nel porgere una mano per salire qualche busta della spesa ai miei cari vicini.
Questi 12 dipinti li ho partoriti nei giorni più caldi d’agosto, a cavallo con il 14, che ho preferito passare in compagnia della solitudine nel mio guscio creativo: “la Casa Museo Sotto l’Etna”.
In questi giorni ho appreso che la Vera Opera non è l’opera in sé, ma quello che deriva dall’atto creativo. Mille idee affollano la mia testa, e posso anche non dormire, come mi capita da tempo, ma fin quando trovo la forza di realizzare queste idee, non sono solo.