IMPRINTS

   STREET ART 

   SPAZIO PRESENTE

  NEW YORK 2007

TIMES SQUARE - NEW YORK

TIMES SQUARE – NEW YORK

Non esiste essere che non lasci le sue tracce, e quest’ultime sono la testimonianza della sua venuta su questo mondo. Infinite sono le tradizioni, le filosofie, le religioni, i costumi, che tentano di dividere il pensiero degli esseri su questa terra. Attraverso questo progetto si testimonia l’uguaglianza di tutti i presenti, che calpestano la tela, che rappresenta la terra su cui essi camminano: il “mondo”. In una societa’ di colori, di forme, che contrastandosi danno luogo a storie e rappresentazioni di una realta’ contemporanea che vive attraverso testimonianze dell’essere.

   Claudio Arezzo di Trifiletti & Florence Annequin

   VERNISSAGE NEW YORK

EMPIRE STATE BUILDING

DIPINTI

   RAI TRE 

  V-Day Catania

2007/09

   BARCELLONA 2008

 DIPINTI

     ACICASTELLO ART POLVERE & IMPRINTS BARCELONA

     VERNISSAGE IMPRINTS BARCELONA

    UNA FINESTRA 

BERLINO 2008

   TELI DIPINTI

ITALIA – CASTORAMA

La vibrazione è alla base anche di una singola parola scritta, anche il singolo punto ha una vibrazione.
Il tempo è vibrazione, lo spazio, la materia, i cieli, in tutto risiede la vibrazione.
Vibrazione è energia e come dire fuoco è luce, sono la base della Vita, e la vita è la base della vibrazione.
Questo per spiegare che nel percorso fino ad ora, ho assistito a molte testimonianze che hanno fondato in me un credo nella mia arte così forte, che riconosco che l’unica fonte di cui posso alimentarmi è la vita, e l’unica storia contemporanea che posso dipingere è la vita, non per come la vedo, ma per come la sento.
Per sentirla, ho iniziato ad adoperare delle polveri di anziani mobili, anziani perché anche loro vivono, e contengono la memoria del loro percorso e di tutto ciò che hanno contenuto, alla pietra del cratere, e così via con tutto ciò che mi capitava nella maniera più casuale tra le mani.
Ho sempre preferito utilizzare acqua sporca, i colori li ho sempre mischiati, difficilmente ho asciugato un pennello prima di utilizzarlo, ho preferito essere consapevole col colore, e leale col passaggio.
Nel mischiare sostanze di vario genere anche imprevedibili, mi resi subito conto che in quel momento avevo commesso quasi un rito, le condizioni di creazione erano state alterate, o almeno per il sistema.
Con l’Imprints soddisfo ampiamente il mio desiderio di sentire, come se attraverso le impronte di un telo steso e calpestato da moltissime persone, senza che le stesse persone lo sapessero hanno dato ancor più vita a quel telo, con la semplice impronta.
Impronta vista comunemente, ma un’impronta sviluppa oltre ad un peso, una vibrazione, quella vibrazione è il movimento, e il movimento si sviluppa attraverso il pensiero, quindi la tela si impregna del pensiero dell’impronta, e fase fondamentale, la stessa vibrazione presente si congiunge con quella passata sotterrata, ovvero dove è stato steso il telo, e con quella futura nello spettatore che vedrà l’opera finita, creando uno specchio universale per i raggi del tempo.
Quando dipingo è come se acquisissi dati da ciò che tocco, come se traducessi quelle vibrazioni, attraverso il mio percorso, iniziato quando ancora doveva iniziare.
Quando dipingo sono veramente poche le volte che penso al successo, sono più le volte che penso che siamo tutti legati dagli eventi che passano inosservati ai nostri occhi, e solo quando questi eventi prendono forma noi ci accorgiamo di quei legami, come prendere consapevolezza che tutto ciò che fino ad oggi abbiamo vissuto ci ha portato in una dimensione differente se avessimo vissuto in maniera differente, come vedere gli avvenimenti non cercando spiegazioni, ma trovando la forza di vederli come risposta.
Ecco, io nel mio piccolo, raccolgo impronte per dipingerle e unirle fra esse, e quando dipingo a volte e come se tiro acqua da un pozzo, e a volte e cosi tanta la foga che mi ritrovo assetato.
Questo è l’ultimo Imprints Londra e Parigi 2009, tutto non è stato un caso, ma solo l’inizio di una nuova conseguenza.

     LONDRA & PARIGI 2009

   DIPINTI

CATANIA VILLA BELLINI

 2010

ROMA

   ABU DHABI CAIRO

Catania 24/12/2010 0re 13.30: Sono partito il 25/11/ 2010 sono rientrato il 20/12/2010, il percorso è durato 25 giorni.
Questo progetto mi sta portando in giro per le strade, passo inosservato. Quando stendo il telo, le persone mi sorridono, ci passano sopra, a volte rifletto sulla bellezza del genere umano, e comprendo quanto il Padre ci voglia bene. Vedo in tutti, nonostante la trasformazione fisica, sempre il bambino presente : l’uomo non ha colpe, se non quelle di essere gestito. In fondo a qualsiasi cuore c’è del bene, non importa l’azione che svolge o la convinzione con la quale la svolge, perché la Verità è che siamo tutti Anime Pacifiche che non sanno di esserlo, e per paura di essere derubati di qualsiasi attaccamento a volte ci mostriamo offensivi, istintivi facendoci dimenticare che l’istinto con più spazio disponibile dentro di noi è l’Amore, perché l’Amore è Vita. Imprints 2010 comprende sei tappe in 25 giorni, Roma capitale occidentale: “Tutto parte da Roma e tutto ritorna a Roma”.
Partendo da Roma, arrivati ad Abu Dhabi, si sbarca in una nuova civiltà, radicata in Sicilia per occupazioni passate, la ritrovo nel mio animo, mi colpisce già all’aeroporto, pulita, splendida, in continuo movimento. La mia stanza è la n. 821 dell’ottavo piano di un’insolito albergo mediamente lussuoso.
Cairo: appena arrivato, l’aria si percepisce più combattuta, i taxi combattono per poche monete, alloggio dentro il cuore della casbah, sopra la mia stanza c’è una piccionaia, ottimo mezzo di trasmissione. Il periodo è azzeccato: è il Ramadan, canti e preghiere musulmane invadono lo spazio, il popolo è molto devoto, ispirato fin dalla nascita, molto rispetto tra simili in Allah. Appena arrivato ho sentito il mio spirito indebolirsi, ho avvertito ripetutamente una visione, mi sono messo in guardia provando paura. La visione anche ripetutamente sognata: entravo in un recinto con dentro maiali, all’interno di esso c’era un’altro recinto, da dove usciva, arrampicandosi da un lato, un porcellino d’India. Io ero lì, vedevo, sentivo, e agivo, i miei piedi erano umidi, sporchi di fango, ero totalmente assorbito dallo spazio del sogno. Dal primo istante che il piccolo venisse afferrato dalla bocca di un grosso maiale, fino alla fine della masticazione, sentivo i suoi strilli, era stato totalmente ingoiato, e ancora prima li sentivo quando gli sfiorava le cosce con l’estremità dei denti per afferrarlo meglio, per strapparlo dal suo recinto. Questo non è stato l’unico sogno, ne avevo vissuti anche di più intimi e riservati, ma in quel momento stesi fermo, non agii, ero neutrale, quello era il corso della vita, non dovevo agire, questo sentivo, e questo feci, lasciai divorare il porcellino straziato mentre il suo corpo si lacerava, e mi svegliai, con una grande ansia e con un grande insegnamento.
L’insegnamento era quello del libero arbitrio: se mi sarei messo nei guai, anche l’Angelo più coraggioso, si sarebbe messo da parte, dispiacendosi, come io per il porcellino, ma non agendo, perché era mia la scelta di uscire da quel recinto.
Credo profondamente che in questo pianeta hanno creato molti recinti per quante sono le stelle. Credo che solo lo Spirito vibra nella Potenza Del Creatore, Architetto di tutto nel Tempo, credo che spiegare l’Onniscienza non sia possibile se non con la Connessione a Colui che tutto vede e tutto sa’, credo che che ognuno è ciò che vuole essere, o riesce a trovare la forza di essere, credo che l’Amore sia la più grossa forza d’Essere, e credo che tutto abbia un senso, che il prossimo anno, visto che questo Natale ci prepareremo a festeggiare un nuovo anno, e il prossimo sarà il dodicesimo anno dei duemila che ci hanno preceduto dalla venuta del Santo Natale. Siamo tutti figli dello stesso Dio.

AMSTERDAM

 DIPINTI

   IMPRINTS, SIAMO ATTIMI DI UNO SPAZIO INFINITO

imprints 2012

imprints 2012

 

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Una risposta a IMPRINTS

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