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scritto contemporaneo claudio arezzo di trifiletti

incastri

Aveva l’anima a pezzi e il cuore in disuso. Entrò in quella stanza per scappare dal rumore di un mondo che le si sgretolava sotto ogni passo. Gli occhi bagnati dalle lacrime, la voce rotta dal pianto, il respiro scandito da un’altalena di emozioni. Si sarebbe mai perdonata? Nel buio di quella stanza una voce cercava una risposta. Sarebbe mai arrivata quella risposta? In un gioco di ricordi e rimorsi, dove i rimpianti avevano scalzato via i sogni di una vita, ecco riaffiorare  i momenti più importanti che avevano disegnato il suo destino. Le stavano presentando il conto? Amori, amicizie, lacrime e gioie danzavano in quella stanza  soffocando pian piano i suoi respiri. Le mani tremanti, i passi decisi e sicuri, i battiti ora veloci bramavano il silenzio. Lo avrebbe fatto davvero? Ne avrebbe avuto la forza o si sarebbe perdonata per non essere diventata ciò che aveva sempre creduto di poter essere.

Cristina Cocuzza

Info su arte involontaria

Sposo il Dio dello Spazio, dove le stelle sono fluorescenti e non accese di un fuoco finito, dove la luce non brucia ma illumina ogni coscienza. Sposo il Dio dello Spazio, dove un tempo non era un tempo quando viveva l'emozione, dove risiedeva la giustificazione nell'Onniscienza, tutto ha un senso, e tutto è nella posizione con lo stesso numero, senza invocazione per una forza maggiore, senza discernimento tra albero e frutto, senza paura che non di se stessi, senza timore, che di essere offesi, senza parole per il peso delle stesse. Claudio Arezzo di Trifiletti
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