CASA MUSEO SOTTO L’ETNA

STUDIO

CASA MUSEO SOTTO L’ETNA

 Una casa per ospitare la creatività

Musei metropolitani.

Ha trovato un tetto il progetto culturale di Claudio Arezzo di Trifiletti.

Dopo l’esperienza in Oriente, l’artista è tornato nella sua terra d’origine per dare corpo a un vecchio progetto. Un percorso visivo da vivere giorno dopo giorno. La sperimentazione di nuove tecniche anche attraverso il riciclo e il riuso di materiali. Alla scoperta di un altro pezzetto d’arte contemporanea, frutto dell’estro di un giovane talento. Nascosto tra le vie della nostra della nostra città. Perché gli artisti spesso si eclissano nella bellezza, quella che si riflette, poi, istintivamente, di getto nelle loro opere : devi scovarli, lì dove rinchiudono i loro sogni. Lì dove fanno a botte con le suggestioni che offre loro la vita. Quella più intima. Respirando emozioni e sentimenti. Cibandosi di espressività e passione che si mescola ai colori, e con essi prendono vita attraverso le forme di quegli oggetti (che poi semplici oggetti non sono). Che sono specchio dell’anima e si rispecchiano nell’ambiente che circonda l’esistenza di uno spirito libero. Proprio come quello di Claudio Arezzo di Trifiletti, classe 1975, uomo che non ha fatto dell’arte solo il suo lavoro, ma tutta la sua esistenza. “Da quando ero piccolo ho sempre creduto nelle infinite capacità attribuibili a uomini che desiderano scoprire, che si lasciano trasportare dalla voglia di sapere e di crescere dentro”. In queste poche “sue” parole ecco riassunto l’animo di colui che ha messo in piedi una vera e propria “casa museo sotto l’Etna” ,dove abita la sua creatività. Dove riesce a trovare l’ispirazione per creare i suoi quadri e le sue sculture. Lui che ha cominciato, tanti anni fa, organizzando eventi nei locali della night –life (come P.R.); lui che si è poi trasferito in Oriente alla ricerca di un’altra dimensione, decidendo di ritornare nell’Isola carico di energia, oggi può vantare la partecipazione al salone internazionale delle arti figurative di Parigi. Quella che vede la creatività made in Sicily stupire per la sua incontaminazione. Per quei pensieri ingabbiati nelle trame di una tela, che con lingua universale si fanno leggere.  E inizia il viaggio lungo il progetto che è partito nel 2003 e oggi ha un tetto e dodici stanze dentro cui si mescolano ambienti contemporanei. In via Leonardo da Vinci c’è una casa – atelier illuminata dalle candele, dove i cuscini sono impregnati d’incenso e le pareti sono attraversate dall’edera che si arrampica sui mobili. Regalando al legno, al cristallo e al metallo, un pizzico di quella memoria che viene dalla natura. “L’idea è nata – spiega Claudio – dal bisogno di creare un percorso visivo da vivere quotidianamente e che ricordi chi siamo, il perché ci siamo. Un insieme di colori custodiscono ermeticamente i segreti della casa. Il culto è quello dell’acqua e del cristallo : elementi fondamentali da accompagnare con melodie che racchiudono lo spirito della condivisione meditativa. Solitario ma non troppo ,quando iniziai ,decisi di sperimentare nuove strade da percorrere , anche attraverso il riciclo e il riuso della materia”. In pieno centro metropolitano , nella casa di famiglia chiusa per lunghi anni , oggi c’è una vecchia macchina da scrivere sopra un arazzo etnico: sapori primitivi che trasformano un tronco reciso in una lampada e un cappello antico come suppellettile dentro una teca. Niente è lasciato al caso : l’antiquariato fa da sfondo alla modernità di un orologio a cucù che lascia intravedere la sua meccanica e si mescola allo stile dettato dalle tele dell’autore, che creano una prospettiva sull’infinito. Lui che non vuole inseguire il successo , ma guardando con gli occhi di un bambino , si è sempre lasciato trascinare da un fiume di emozioni. Quelle che vivificano ciò che ci circonda. E che sanno parlare solo a chi sa ascoltare.

                                                                                                                                  Assia La Rosa

NATALE 2007 

MEDIARTE 

casa museo sotto l'etna

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