Archivio tag: pax

reconciliation

Martorina, terra dal seducente richiamo. Dall’ombra del grande e antico albero, che ha accolto tanti passanti. Lì, attende il cavallo che scorge la calorosa e abbagliante luce al suonar incessante delle cicale.
Il ponentino con delicatezza soffia quando il sole è al massimo dello splendore, e ogni cosa si riempie di allegro movimento diffondendo nell’aria il profumo del solitario cespuglio che attende con pazienza la mano di chi lo accarezzerà. 

modica needs love

fattoria spirituale


Ma a breve, Il rosa del calante sole come per magia cambia le calcaree e bianche pietre in pregiati quarzi dal rosa splendente. Mentre il riccio tranquillamente vaga, la volpe si prepara per la danza notturna.
Così viene l’ora della musica, ispirata dal buio del plenilunio dove ogni creatura partecipa alla sinfonia con la propria canzone fino alla visita del nuovo giorno,… che è ispirazione continua di tutto il creato.

Carmelo Arezzo di Trifiletti

Daily

Mi piace al tramonto fare uscire dalla finestra musica pacifica

Mi piace al tramonto fare uscire dalla finestra musica pacifica

Preghiera semplice

Oh! Signore, fà di me un istrumento

della tua pace :

Preghiera semplice

Preghiera semplice

Dove è odio, fà ch’io porti Amore

Dove è offesa, ch’io porti il Perdono

Dove è discordia, ch’io porti Unione

Dove è dubbio, ch’io porti la Fede

Dove è errore, ch’io porti la Verità

Dove è disperazione, ch’io porti la

Speranza

Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia

Dove sono le tenebre, ch’io porti la

Luce.

Oh ! Maestro, fa ch’io non cerchi tanto:

Ad essere consolato, quanto a consolare.

Ad essere compreso, quanto a comprendere.

Ad essere amato, quanto ad amare.

Poichè:

Si è : Dando, che si riceve.

Perdonando, che si è perdonati.

Morendo, che si risuscita a Vita

Eterna.

S. Francesco

S. Francesco

Laboratory of Faith

Laboratory of Faith

Laboratory of Faith

wood, steel, canvas, prints

wood, steel, canvas, prints

thought

thought

present

present

painting imprints

painting imprints

Oh My God

Cammino a piedi, mi piace ascoltare l’uomo. Una mamma dice al bambino: stai attento, perchè non ti vedono e ti schiacciano. Il bambino risponde: Oh Dio mio.

Catania Cathedral

Catania Cathedral

La preghiera di un umile è silenziosa, emette un suono che delizia il perdono.

Peace

Peace

shalom

21 Marzo 2007 – Breve pausa avevo bisogno di zuccheri, e solo oggi posso capirne l’importanza, dopo aver passato una giornata con una persona speciale, un barbone come osiamo chiamarli,che si e’ fermato sopra il lenzuolo, e mi ha parlato in inglese, ma io non parlo l’inglese, e allora ha iniziato a parlare italiano, e poi parlava con i cinesi in cinese ,con gli arabi in arabo, con i russi in russo, insomma conosceva tutte le lingue, aveva gli stessi occhi di Babbo Natale, e quando gli ho chiesto il suo nome Lui mi ha detto alla fine del pomeriggio dopo aver camminato per isolati, seduto in molti caffe’, averlo ascoltato per ore, sapeva molto sulla vita, direi di piu’, ed io pensavo, ma e’ Dio, ma se Lo fosse, mica lo confiderebbe, forse lo lascerebbe intuire, oppure, pensavo, e’ un ricco travestito da povero, le mani le aveva molto curate, la sua barba era pulita, la pelle sana, e non emetteva cattivo odore, ogni volta che gli chiedevo di mangiare un boccone Lui mi diceva, no grazie, Io ho il mio cibo, tu pensa per te, e gli ho solamente potuto offrire un caffe’, mi parlava di una eterna guerra, del bene e del male, di sua madre, che era la piu’ bella che ci sia, eppure Lui non la ha mai vista, e nemmeno suo padre, Lui dice che suo padre e morto nello stesso giorno del Re Vittorio, o almeno questo ho capito, mi parla della monarchia, come un bimbo parla dei lego, di Mussolini, mi fa’ entrare dentro il suo mondo, ma non troppo, mi parla del freddo, della gente che guarda solo le apparenze, della sua vita, anzi delle sue due vite, si perche’ lui mi parla di queste due vite, io a volte non riuscivo a seguirlo, quello che diceva era troppo veloce per il mio disco, poi alla fine passiamo per un negozio, e mi dice quello potrebbe essere il mio nome, ecco sembra una fiaba e a me piace crederci, il negozio si chiamava Shalom. E con questo per oggi e tutto, ritorno a dipingere le impronte di Lexington, a vedere germogliare tutti i semi che oggi mi sono stati donati, da chi apparentemente non ha nulla, che ha pensato anche a prendere dello zucchero per il mio caffe’, che alla fine, mi ha detto grazie di questo pomeriggio, che dopo che ho preferito dileguarmi per riprendere la mia storia, in sua assenza ora mi rendo conto che mi ha fatto dono della piu’ grande storia, fino ad oggi qui’ a N.Y.

shalom

shalom