Archivio tag: comunicazione indipendente

The secret of the stars

Il segreto delle stelle

Il segreto delle stelle

A bassa quota disturbava il tetto dei miei sogni, in compenso il rumore di una moto smarmittata mi ha riportato all’infanzia. Uccellini cantano, vento soffia, bimbi giocano a palla. Il solletico della zanzara, pubblicità. Per vendere un dentifricio o una molletta è insita una comunicazione subliminale, un mondo in totale regime dove potrebbero tornare le esecuzioni in strada. Statue da abbattere, barbarie continue. Non vi seguo, ho staccato la spina da queste superfici, ognuno non è libero di pensare con la propria testa. Il mondo è salvo grazie a dei ragazzi indottrinati dalla comunicazione, hanno deturpato una scultura che rappresentava il nemico. Mi dispiaccio davvero che non si guardi più il cielo quanto è blu. Devo rimettere i piedi a terra per spiccare in volo, il segreto delle stelle risiede nella luce.

heavenly people

Anche quando avrai inventato una storia per mettere in cattiva luce l’operato al servizio dei Popoli Celesti, non resterà che aspettare l’evento che illuminerà il perdono che tutto nutre. Lontano dal giudizio compassione alloggia.

Murale Palazzo Speciale LE POLVERI DELL'ETNA

Murale Palazzo Speciale LE POLVERI DELL’ETNA

Farsi assorbire dal tramonto, rigenerarsi, parola, sbarra, suolo, Il cerchio è ciclo, protezione si espande. Mente/Mantra/Universo, Preghiera/Padre.

V(5ta) dimensione @è ora.

Fuochi d’artificio disturbano. Rispettare mondo di cicale, grilli, micro esseri viaggiano veloci come il vento. Luna nutrimento, devozione, candele, incenso, fuochi di pace, acqua, armonia. V(5ta) dimensione @è ora.

Art as a principle of knowledge

Che stupida creatura hanno reso il genere umano. Secoli fa avevamo tutti i pidocchi, farsi un bagno caldo era un lusso, oggi siamo chiusi dentro un grande fratello, noi insieme al pianeta facciamo parte di un grande esperimento. Precedentemente potevo essere Davide, padre di Salomone, ma oggi, la sera è un problema con le zanzare, agguerrite come non mai. Dolci delfini avvertono gravi insidie. Quando avevo un terrazzo (Casa Museo Sotto l’Etna), i vasi erano mondi, le piante torri, le radici antenne attraverso le foglie. Avevo due tipi di papiri, e dentro la vasca (pila) anche le ninfee e qualche pesciolino. Una volta cresciuto il papiro lo trasferii dentro una gebbia (Terre di Martorina – Rg). Era il compleanno di mio padre, ed ero felice perché da Catania, avevo fatto ascoltare a quelle radici buona musica, non vedevo l’ora potessero trasmetterla all’acqua per l’irrigazione nei campi. In seguito misi anche delle carpe che condividevano quell’oasi insieme a qualche rana. Dopo anni, e non poche discussioni, trovai il papiro seccare fuori dalla gebbia, e una rete ultra sottile che non permetteva più alle signore libellule benedire l’acqua. Ricordo la ritualità nella preparazione dell’organico, portare al terreno memoria di un momento di casa, vivevo in simbiosi con stelle e candele, sogni del mattino. Mangiare un frutto appena raccolto, sentire il consiglio su dove posizionare il seme. La ritualità del saper vivere. In questo momento la pioggia sta componendo musica.

rise again

Più parlate di soldi e politica, e più mi rendo conto che siete di fuori. Noi non abbiamo mai fatto parte dell’Europa, certo sulla carta molti figli sembrano avere altri genitori. Kennedy prima che lo uccidessero, e vi prego non dite la boiata della mafia, ci aveva messo in guardia dalle origini di un nuovo ordine mondiale, ecco l’Italia appartiene a questo organo. Ma è possibile che non vi ricordiate chi eravamo, quanto di più mediocre ha prevalso, e quanto di più meritevole è stato bannato. Dai fate i buoni, italia uno. Notte